I Giardini di Ninfa

14.06.2026

"Ecco Ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l'edera foltissima. In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s'innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche."

(Ferdinand Gregorovius, Passeggiate romane)

"Il Giardino Romantico più bello del mondo..." così titolava il New York Times in un articolo di qualche anno fa. I Giardini di Ninfa, della grandezza di otto ettari, è un giardino all'inglese che ospita al suo interno oltre un migliaio di piante ed è attraversato da numerosi ruscelli d'irrigazione oltre che dal fiume Ninfa: il fiume prende origine dall'omonimo laghetto di natura risorgiva e scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 chilometri nell'agro pontino nel primo tratto col nome Ninfa e poi col nome Sisto, fino a sfociare tra Terracina ed il Circeo. 

Il primo accenno a Ninfa lo si deve a Plinio. In una delle sue epistole descrive infatti un tempio romano dedicato alle Ninfe e costruito sulle sponde di un lago. Inoltre, Plinio racconta anche un'antica credenza locale secondo la quale, sulla superficie del lago, di tanto in tanto apparivano due isole mobili, dette "saltuares", che ondeggiavano lievemente sull'acqua cullate dalla musica e protette dalle fiamme che sprigionavano i sassi bagnati dalla pioggia. 


Leggende e credenze popolari a parte, Ninfa è un meraviglioso giardino nato sulle rovine dell'omonimo centro agricolo che insieme a Norma fu  donato dall'Imperatore di Bisanzio al Papa Zaccaria (VIII secolo).  La storia si fa più complessa a partire dall'XI secolo epoca in cui i Papi allargano sempre più il dominio della Chiesa sul territorio. Fu durante il dominio dei Frangipani, alla metà del XII secolo che la città fu distrutta da Federico Barbarossa in combutta con l'Antipapa  Vittore IV per contrastare l'elezione papalina di Alessandro III  che vi si era rifugiato.

I Cartani entrano a far parte della Storia di Ninfa alla fine del XIII secolo, sotto il papato do Benedetto Caetani divenuto Papa col nome di Bonifacio VIII che fu molto generoso nel rendere ricchi i territori ed il suo casato. Nel settembre del 1298 Ninfa fu acquistata, per volere di Bonifacio, da suo nipote Pietro Caetani. Con l'acquisto di Ninfa, Sermoneta, Bassiano e Cisterna, Bonifacio VIII assicurò una solida base di potere ed influenza per i suoi discendenti. Nel 1381 Ninfa fu distrutta una seconda volta per le inimicizie tra i due rami della famiglia: i Caetani di Ninfa ed i Caetani di Sermoneta. Ninfa per queste lotte intestine cessa di esistere e a partire dal XV secolo le suo rovine appaiono come "...una tomba negletta e abbandonata...( Gelasio Caetani nel suo Domus Caietana)", anche a causa della malaria per le acque stagnanti del lago.

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